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Spazio Berlendis Venezia

"Restiamo Umani! Utopie e distonie nell'era digitale" 

Group exhibition of the finalist to the contest

Spazio Berlendis Venezia, Italia

February 21st- March 29th 2026


La prima edizione del Premio Berlendis prende forma con la mostra collettiva Restiamo umani! Utopie e distopie nell’era digitale, realizzata con il supporto dell’Associazione Kosmos Contemporary Venice APS, ed è ospitata presso Spazio Berlendis a Venezia dal 21 febbraio al 29 marzo 2026. Il progetto nasce da un bando promosso da Marignana Arte con l’obiettivo di offrire una piattaforma concreta ai giovani artisti tra i 18 e i 40 anni chiamati a confrontarsi con una delle questioni più urgenti del nostro tempo: che cosa significa restare umani nell’epoca dell’iperconnessione, dell’intelligenza artificiale e della progressiva dissoluzione del confine tra vita online e offline? La call ha raccolto un numero significativo di candidature provenienti da contesti e percorsi differenti. Nei mesi successivi, una giuria composta da Emanuela Fadalti, Matilde Cadenti, Pier Paolo Scelsi, Francesca Giubilei, il Collettivo Opiemme, Saverio Simi de Burgis e Fabrizio Panozzo ha intrapreso un attento lavoro di valutazione, attraversando linguaggi, poetiche e visioni diverse. È stato un processo articolato e approfondito, fatto di confronti, riletture e scelte non sempre semplici, guidato dalla volontà di individuare proposte capaci di interpretare in modo critico e personale le trasformazioni in atto. A seguito della mostra collettiva, il Premio Berlendis ha previsto inoltre l’assegnazione di quattro premi espositivi che proseguiranno il dialogo avviato dal progetto: due mostre personali di Matteo Mandelli e Alessandro D’Aquila presso Marignana Project, una personale di Rebecca Zen presso la galleria 10 & zero uno, e una collettiva di cinque artisti (Nicola Bindoni, Cecilia Maran, Camilla Gurgone, Andrea Mangione, Federica Zanlucchi) presso SPARC*. Le esposizioni si terranno tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027. Oggi, vedere questo percorso concretizzarsi in una mostra espositiva rappresenta un momento di particolare rilievo: non solo per il traguardo raggiunto dal Premio Berlendis alla sua prima edizione, ma soprattutto per il contributo qualificato e consapevole che i giovani artisti hanno apportato al progetto. I venticinque finalisti – Nicola Bertolo, Nicola Bindoni, Alessio Capici, Alessandro D’Aquila, Davide Dalla Valentina, Giulia Facchin, Jessica Ferro, Camilla Gurgone, Moreno Elia Hebling, Lisha Liang, Rovers Malaj, Matteo Mandelli, Andrea Mangione, Cecilia Maran, Silvia Margaria, Alisa Martynova, Sara Pacucci, Yunge Quing, Alessandra Risi Castoldi, Giuseppe Salis, Nadia Tamanini, Claudia Vetrano, Zehui Xu, Federica Zanlucchi e Rebecca Zen – presentano opere che attraversano linguaggi e approcci differenti, dalla pittura all’installazione fino alla ricerca concettuale, delineando un quadro articolato della giovane produzione contemporanea. Le opere affrontano, da prospettive molteplici, i nodi centrali della contemporaneità: tecnologia, ambiente, società, identità culturale, etica del futuro. L’intelligenza artificiale, le realtà virtuali e l’automazione dialogano con le urgenze della crisi climatica, con le nuove disuguaglianze, con la trasformazione del lavoro e delle relazioni umane. Ne emerge un panorama complesso, fatto di visioni utopiche e derive distopiche, di slanci verso il progresso e di interrogativi sui suoi costi nascosti. Più che fornire risposte definitive, la mostra invita a sostare nel dubbio, a osservare le contraddizioni, a riconoscere le tensioni che attraversano il nostro presente. In questo senso, il Premio Berlendis si configura come un laboratorio di pensiero oltre che come un’occasione espositiva. Dare spazio alle voci emergenti significa riconoscere il valore dei giovani artisti come interpreti sensibili del cambiamento: sono loro, spesso, a cogliere per primi le fratture del tempo in cui viviamo, a sperimentare nuovi linguaggi, a immaginare scenari alternativi. Investire su di loro equivale a investire sulla capacità collettiva di leggere il futuro. La mostra è un invito al pubblico a interrogarsi su chi siamo diventati, su come dovremmo agire di fronte a trasformazioni tanto rapide quanto radicali, su quale ruolo possano ancora avere l’arte e la cultura nel costruire un futuro condiviso. In un’epoca che sembra oscillare costantemente tra entusiasmo tecnologico e timore della catastrofe, questo progetto si propone come uno spazio di confronto, ricordandoci che ogni progresso porta sempre con sé anche sfide difficili da prevedere, e che per affrontarle è necessario ricordare che il senso dell’umanità non è un dato acquisito, ma una scelta quotidiana da rinnovare.


Lluvia Milagrosa, Lluvia que apaga y Limpia 2025, oil on lightbox, 120x70x15cm

Installation view.

Gallery view.

Copyright © 2026 Alessandra Risi - Tutti i diritti riservati.

Gestito da